Autore: Elena Asperges – 11/05/2026
Le Zone Economiche speciali: laboratori geografici di coesione territoriale
Martedì 5 maggio– 17:00-19:00
Sala “Giuseppe Dalla Vedova” – Società Geografica Italiana
Palazzetto Mattei – Villa Celimontana – Via della Navicella , 12 Roma
Resoconto a cura di Elena Asperges
Martedì 5 Maggio 2026, si è tenuta presso la sede della Società Geografica Italiana, Palazzetto Mattei in Villa Celimontana a Roma, la conferenza intitolata, «Le Zone Economiche speciali: laboratori geografici di coesione territoriale».
L’incontro è stato dedicato alla presentazione dei libri di Michele Pigliucci, La Zona Economica Speciale Unica, Geografia economica della ZES del Mezzogiorno d’Italia Franco Angeli Editore, e Special Economic Zones: Challenges and Opportunities for Territorial Development, Editore Il Sileno Edizioni 2025
Al dibattito, moderato dal Direttore della Gazzetta del Mezzogiorno, Mimmo Mazza, hanno preso parte differenti relatori: il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega alle Politiche del Sud Luigi Sbarra, la professoressa Maria Prezioso dell’Università di Roma Tor Vergata, il professore Ugo Patroni Griffi dell’Università di Bari, il professor Giuseppe Borruso dell’Università di Trieste, il Presidente Tiberio Graziani di Vision and Global Trends, e infine l’architetto Vincenzo Valenti Segretario Generale dell’Istituto Mediterraneo per l’Asia e l’Africa.
I saluti istituzionali del Prof. Gianluca Casagrande, Consigliere della Società Geografica Italiana, hanno introdotto i lavori della conferenza, focalizzata sull’analisi delle pubblicazioni di Michele Pigliucci. L’incontro ha offerto l’occasione per sviluppare un dibattito approfondito sulle Zone Economiche Speciali (ZES), avvalendosi del contributo di relatori altamente qualificati. Grazie a questo confronto, è stato possibile adottare una visione interdisciplinare sui temi centrali trattati nei volumi, esaminandone con rigore sia le criticità sia le potenzialità di sviluppo.
Le Zone Economiche Speciali (ZES) possono essere definite come specifiche configurazioni geografico-economiche, costituite da enclave territoriali ben delimitate. All’interno di tali aree, lo Stato predispone regimi di vantaggio e agevolazioni mirati, con l’obiettivo primario di favorire l’attrazione di investimenti esteri e nazionali.
Le Zone Economiche Speciali (ZES) si configurano come aree a regime differenziato istituite dallo Stato con l’obiettivo di attrarre Investimenti Diretti Esteri (IDE) e promuovere l’industrializzazione di specifiche aree geografiche del paese. L’efficacia di tali strumenti si basa su tre pilastri fondamentali, tra cui spiccano le agevolazioni fiscali, quali la riduzione o l’esenzione di imposte per le imprese insediate. Un ruolo altrettanto cruciale è svolto dalle semplificazioni amministrative, il cui elemento chiave è lo sportello unico, uno strumento che permette all’investitore di interfacciarsi con un solo ufficio burocratico riducendo drasticamente i tempi necessari per l’espletamento delle pratiche. Il terzo pilastro riguarda lo sviluppo e la creazione di infrastrutture strategiche, motivo per cui le ZES sorgono generalmente in prossimità di porti, aeroporti e interporti al fine di facilitare le operazioni di import-export e la mobilità dei lavoratori. In ultima analisi, l’istituzione di queste zone mira non solo ad attrarre capitali esteri, ma anche a innescare uno sviluppo regionale capace di far ripartire zone depresse e di favorire l’approdo di innovazione in settori industriali ad alta specializzazione.
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