Autore: Greta Furlan – 30/10/2026
La strumentalizzazione delle reti chiuse: piattaforme non convenzionali, disinformazione partecipativa e sfide dell’intelligence
Greta Furlan
Il contributo analizza il ruolo delle piattaforme digitali non convenzionali e delle comunità online chiuse nelle dinamiche contemporanee della guerra cognitiva, con particolare attenzione ai processi di disinformazione partecipativa, radicalizzazione e manipolazione delle percezioni collettive. Attraverso l’esame delle caratteristiche strutturali e relazionali di ambienti quali Discord, Twitch e le comunità legate ai videogiochi, lo studio approfondisce i meccanismi attraverso i quali attori statali e non statali possono sfruttare i legami fiduciari, le appartenenze identitarie e le vulnerabilità sociali per orientare il dibattito pubblico e accentuare la polarizzazione. Particolare rilievo assume il passaggio dalla propaganda tradizionale a forme di influenza decentralizzata, nelle quali gli stessi utenti partecipano, spesso inconsapevolmente, alla produzione e alla diffusione di narrazioni manipolative. L’analisi evidenzia le difficoltà che tali fenomeni pongono alle attività di intelligence, soprattutto in relazione all’attribuzione delle operazioni di influenza, all’opacità delle reti comunicative e ai limiti del monitoraggio. Ne emerge la necessità di sviluppare strumenti di prevenzione e capacità di analisi che, nel rispetto delle libertà fondamentali, contribuiscano a rafforzare la resilienza cognitiva, la fiducia nelle istituzioni e la coesione sociale.
Parole chiave: Guerra cognitiva; Disinformazione partecipativa; Piattaforme digitali; Intelligence; Polarizzazione sociale.
1.Introduzione: La cognizione come nuovo fronte della conflittualità ibrida
La guerra cognitiva (cognitive warfare) si presenta essenzialmente come la competizione per la superiorità decisionale (cognitive superiority), sviluppandosi non come una rottura rispetto ai campi di battaglia tradizionali, ma come un livello in più che si aggiunge e li completa. Per comprendere questo scontro, bisogna guardare alla sua architettura divisa in tre livelli interconnessi: il livello infrastrutturale del cyber garantisce reti, architetture software e vettori di propagazione dei dati; il livello dell’informazione interviene sui flussi comunicativi per veicolare disinformazione e manipolare le narrazioni visive e testuali; infine, il livello dell’effetto, coincidente con la dimensione cognitiva vera e propria, costituisce il bersaglio ultimo, agendo direttamente sul substrato neuropsicologico ed emotivo per alterare la percezione della realtà.
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Greta Furlan – Studentessa presso l’Università degli Studi Internazionali di Roma – Corso di laurea magistrale ‘Investigazione, Criminalità e Sicurezza Internazionale’. Laurea triennale in Scienze Sociologiche. Presso l’Università degli Studi di Padova. Tirocinante presso Vision & Global Trends International Institute for Global Analyses, nell’ambito del progetto Società Italiana di Geopolitica.
